La cappella dedicata al fondatore dell'Ordine dei
Teatini era interamente ricoperta di ex voto d'argento, che furono fusi
nel 1798 per disposizioni regie insieme agli altri che rivestivano le pareti
della cappella di Sant'Andrea Avellino. In seguito a questa spoliazione
il preposito D. Giuseppe Gonzaga nel 1805 fece dipingere a finto marmo tanto
i pilastri interni che gli esterni (realizzati in marmo nell'immediato dopoguerra)
commissionando inoltre ad Angelo Viva i bassorilievi in stucco rettangolare
sulle pareti laterali della cappella e ovali sui pilastri della navata antistanti
"Scene della vita di San Gaetano".
Lo scultore che aveva realizzato nel 1779 il "Monumento al Cardinale
Giuseppe Maria Capece Zurlo" nella quarta cappella della navata sinistra,
non raggiunge il livello notevole delle opere eseguite per l'altare maggiore;
riduce infatti il linguaggio del maestro Sanmartino a forme meccaniche con
figure disarticolare in sfondi prospettici approssimativi.
Nella cappella il dipinto sull'altare raffigurante a San Gaetano è comunemente
riferito alla scuola di Andrea Vaccaro ed è da collocare intorno alla metà
del Seicento.
La decorazione marmorea, come per la cappella della Purità, fu realizzata
in varie fasi, in un arco cronologico che va dalla metà del Seicento fino
ai primi decenni del Settecento. La tarsia di marmi policromi dell'altare
parzialmente visibili presenta nei motivi naturalistici una libertà complessiva
lontana dalle astratte stilizzazioni dei motivi fanzaghiani e si manifesta
come opera molto vicina alle realizzazioni di Giovan Domenico Vinaccia.
Impianto di marmi commessi fu eseguito utilizzando lastre e pezzi di marmo
di epoca anteriore. Gli affreschi della volta in monocromato raffiguranti
Virtù si devono ad Alessandro Fischetti, attivo a Napoli nella seconda metà
del Settecento.