La cappella consacrata a Sant’ Andrea Avellino,
che qui morì nel 1608 mentre celebrava la messa, fu oggetto di particolare
attenzione da parte dei teatini che di continuo l’arricchirono e la
decorarono.
Il corpo del Santo fu conservato in una cassa di ottone dorato con pietre
dure incastonate, ed esposto alla venerazione dei fedeli. All’immagine
del defunto si contrappone la raffigurazione di Sant’Andrea Avellino
tra angeli immerso in una calda luce dorata, nel dipinto d’impostazione
semplice e devota, di Paolo Finoglia. I rivestimenti in marmi furono realizzati
nel 1697-1698 da Nicola Tammaro e Dionisio Lazzari che qui mostra una maggiore
libertà di esecuzione nei motivi vegetali che decorano le lesene. Un episodio
di gusto ormai settecentesco si aggiunse nel 1694 con la realizzazione della
composita cancellata in ottone eseguita dal maestro ottonaro Giuseppe Polverino.
Il nuovo orientamento stilistico si precisò 1725 quando, su disegno di Domenico
Antonio Vaccaro, furono realizzati i gradini e i laterali dell'altare e
la sinuosa custodia per le ampolle col sangue del Santo canonizzato nel
1712.
Tale complesso contrasta fortemente con le forme stilizzate del paliotto
inserito nel 1774 ed eseguito da Antonio di Lucca esecutore di varie opere
del Vanvitelli. Suoi anche i rivestimenti in alabastro sulla parete di fondo
ai lati del dipinto.
Dalla lettura delle fonti si ricava che alla fine del 1770 l'ambiente appariva
interamente rivestito da ex-voto in argento. La crisi economica di fine
secolo e il conseguente decreto regio che imponeva la consegna degli argenti
determinò una sensibile modificazione dell'ambiente. Infatti i padri teatini
le fecero rivestire le pareti laterali della cappella con i bassorilievi
in stucco raffiguranti due "avvenimenti della vita del Santo",
eseguiti nel 1805 da Angelo Viva nella fase finale della sua produzione
e contemporanei ai bassorilievi realizzati per la cappella di san Gaetano.
Nella cupola tra stucchi dorati, affreschi raffiguranti i "miracoli
di Sant'Andrea Avellino" opera di Giuseppe Marullo, pittore stanzionesco
di stretta osservanza.