La cappella sorge sull'area di una edicola consacrata
ai Santi Pietro e Paolo demolita nel 1584 durante i lavori di ampliamento
dell'attuale Basilica. Il nuovo ambiente, edificato nella zona del transetto,
fu per tanto consacrato ai due Apostoli.
L'altare e la decorazione marmorea, posti sulla parete di fondo, presentando
elementi di matrice tardo-cinquecentesca riscontrabili nell'uso delle colonne
corinzie reggenti la trabeazione decorata da lacunari, dalla presenza di
motivi decorativi con festoni di frutta, tarsie marmoree sobrio gusto geometrico,
caratteri da ricondurre alla attiva presenza a Napoli, nel primo ventennio
del Seicento di scultori e marmorai toscani.
Al soffitto, nel quadro centrale, è l'affresco firmato e datato da Nicola
Maria Rossi nel 1725 raffigurante "l'assunzione della Vergine".
L'articolata composizione si rifà ampiamente a schemi di Francesco Solimena,
maestro del Rossi, originali invece risultano le soluzioni cromatiche adottate
che avviano quel processo di schiarimento delle materie volto ad effetti
più liberi e luminosi, tipici della fase matura del Rossi.
Gli affreschi dei ventagli e delle lunette, originariamente realizzati dal Corinzio furono in gran parte ridipinti dal Rossi. La cappella e anche ricordata dalle fonti col nome di cappella dei reliquari per la presenza dei due complessi reliquari, originariamente quattro, scanditi con cornici in legno scolpito e dorato in quattordici urne nelle quali si conservano corpi di Santi Martiri.