Capella beato Paolo Burali

Nel 1773 la cappella fu ampliata e decorata ex novo per consacrarla al Teatino Paolo Burali d'Arezzo, Cardinale Arcivescovo di Napoli che in quell'anno fu beatificato. L'avvenimento fu solamente celebrato dai confratelli in San Paolo Maggiore e anche in questo caso, come gią per la beatificazione e canonizzazione del beato Avellino, l'occasione diede impulso a nuovi lavori di decorazione all'interno della chiesa.
La cappella assunse un sobrio aspetto classicista, in linea con le nuove istanze culturali che al seguito del Vanvitelli si andavano affermando a Napoli nella seconda metą del Settecento.
L'altare marmoreo, sotto il quale č il corpo del beato, ha un'importante Cona con colonne in broccato sorreggenti un timpano, la Cona fu realizzata nel 1773 da Antonio di Luca, maestro marmoraro gią noto per aver eseguito alcune opere del Vanvitelli. Altro artista attivo alla decorazione della cappella e legato all'ambito culturale del Vanvitelli e suo collaboratore in alcune opere fu Jacopo Cestaro.

A lui č attribuito il quadro d'altare raffigurante "il beato Paolo Burali d'Arezzo in orazione davanti alla Vergine", dove nella composizione l'autore si rifą ai modi classicisti e monumentali del Solimena, suo maestro. Nell'affresco del soffitto invece, pure attribuito al Cestaro, l'addolcimento cromatico e l'eleganza formale di alcune figure femminili si ispirano alle soluzioni di Francesco De Mura.
Non contrastano col tono complessivo dell'ambiente gli affreschi della parete sinistra che decorano la cappella gią prima della ristrutturazione del 1773, essi raffigurano l' "Epifania" e "la Circoncisione" e sono attribuiti a Paolo De Matteis. Allievo del Giordano, il De Matteis avvio alla fine del seicento, in alternativa al Solimena, il nuovo orientamento classicista, filtrando le forme barocche sugli esempi dell'ambiente accademico romano e di Carlo Maratta. Č tipica idea settecentesca la raffigurazione di finte architetture, viste attraverso un finta finestra dipinta sotto il terzo arco della parete sinistra, simmetricamente alla vera finestra della parete destra.

 

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